Comune di Pomigliano d'Arco

Le cose di prima, il libro del magistrato scrittore Eduardo Savarese

Immagine comunicazione

La malattia isola e divide, rende i movimenti di ciascuno più deboli, inquina la dinamica dei sentimenti.

Si può ancora scrivere un melodramma? Adattare al romanzo l'impianto musicale di un altro tempo e di un altro linguaggio? È questa la coraggiosa scommessa tentata da Eduardo Savarese, magistrato e scrittore, con il libro “Le Cose di prima” edito da Minimum fax e presentato presso la libreria Wojtek in piazza Giovanni Leone a Pomigliano, assieme allo scrittore e amico Salvatore Toscano.
Nella storia di Simeone, un adolescente colpito da distrofia muscolare, tutto sembra improbabile e quasi esotico, eppure pagina dopo pagina la condizione del protagonista si rivela in tutte le sue penose limitazioni e contrasti: l'inerzia forzata e il desiderio di crescita, il bisogno di essere amato e la difficoltà di esprimersi, l'incolpevolezza e il peso delle fratture causate ai rapporti familiari.
La malattia isola e divide, rende i movimenti di ciascuno più deboli, inquina la dinamica dei sentimenti. La madre ha la voce stanca, nevrotica e isterica di chi vorrebbe riprendere a vivere, ma non ci riesce. Pierotta è la ragazzina depressa e instabile con cui Simeone duetta. Un professore di fisica quantistica, Filippo Pittari, il baritono brillante che si sforza di custodire un messaggio di equilibrio e di speranza, assumendosi persino un ruolo genitoriale. E in questo piccolo sistema solare che ubbidisce solo alle leggi della scienza c'è anche una vera soprano, la famosa Lea Hertzbush, la sola a steccare platealmente in pubblico. Ma è l'abbraccio di Thomas, il padre di origine siriana che lo ha abbandonato, che Simeone non smette di rincorrere. Per sapere se è un disertore o un eroe, e se per davvero nessuno può sfuggire al proprio destino. A loro due è riservato l'atto finale, sul fondale di una Gerusalemme immersa nella neve.

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